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POS, possibili commissioni più basse sui pagamenti fino a 30 euro

Presto le commissioni a carico degli esercenti sui pagamenti con POS fino a 30 euro potrebbero calare. Il merito è di un protocollo d'intesa promosso dal MEF, che vuole incentivare la concorrenza tra i fornitori di servizi di pagamento e favorire la confrontabilità delle offerte.

03/07/2026
pagamento con pos
Commissioni più basse sui pagamenti di piccolo importo per gli esercenti

⏰ In 30 secondi:

  • Possibili commissioni POS più basse per pagamenti fino a 30 euro.
  • Il protocollo del MEF punta a favorire concorrenza e trasparenza.
  • Benefici per gli esercenti, senza cambiamenti per i clienti.

Il fatto di dover pagare delle commissioni consistenti sui pagamenti di piccolo importo è uno dei motivi per i quali una parte degli esercenti non vive con entusiasmo i pagamenti digitali. Il panorama delle commissioni sui pagamenti con POS è molto vario: c'è chi addebita una commissione fissa per ogni pagamento, c'è chi ha commissioni percentuali in base all'importo incassato e chi ha un meccanismo ibrido. Per rendere più convenienti le commissioni sulle transazioni fino a 30 euro, il MEF ha promosso la conclusione di un accordo tra i principali attori del mercato.

Siglato un protocollo d'intesa per ridurre le commissioni sui pagamenti digitali

Il MEF ha annunciato la conclusione di un protocollo d'intesa tra:

  • Fornitori di servizi di pagamento, tra cui ABI (Associazione Bancaria Italiana), APSP (Associazione Italiana Prestatori Servizi di Pagamento), Assofin (Associazione Italiana del Credito al consumo e Immobiliare);
  • Associazioni di categoria degli esercenti, tra cui CNA (Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa), Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi).

L'accordo è il frutto di un'iniziativa promossa nell'ambito del Tavolo permanente sui pagamenti digitali istituito presso lo stesso Ministero e ha una durata biennale. La firma è avvenuta il 15 giugno e l'intesa trovata tra le parti ha ampliato un precedente accordo siglato nel 2023.

L'iniziativa vuole in primis favorire la riduzione delle commissioni previste per le transazioni di importo basso fatte con POS, ma senza imporre vincoli ai soggetti interessati: non vengono introdotti né tetti alle commissioni né vengono imposte tariffe specifiche. Proprio per il carattere volontario dell'iniziativa e per l'obiettivo di favorire una maggiore concorrenza delle soluzioni disponibili sul mercato, l'accordo ha ottenuto il via libera anche dall'Antitrust.

Commissioni più basse sui pagamenti di piccolo importo

Il protocollo prevede che i fornitori di servizi aderenti possano proporre un'offerta promozionale per i pagamenti fino a 30 euro, distinguendo tra:

  • Eesercenti con fatturato fino a 400.000 euro;
  • Esercenti con fatturato compreso tra 400.000 e 750.000 euro.

L'accordo prevede che queste offerte vengano pubblicizzate per almeno un anno dai fornitori di servizi di pagamento aderenti e che la loro validità minima sia di 12 mesi. Gli esercenti potranno conoscere i fornitori aderenti consultando gli appositi elenchi pubblicati sui siti di ABI, APSP e Assofin.

Maggiore confrontabilità delle offerte

Il primo obiettivo dell'accordo raggiunto dalle parti è quello di abbassare i costi a carico degli esercenti, ma non è l'unico. Il protocollo d'intesa punta infatti anche aumentare la concorrenzialità del settore, incentivando la predisposizione di offerte mirate e favorendo la confrontabilità delle stesse.

Per rendere più chiare e trasparenti le offerte, il protocollo prevede l'utilizzo di un modello standard di riferimento, pubblicato sul sito del CNEL. Il modello consente di rintracciare rapidamente le caratteristiche chiave delle offerte e di confrontare rapidamente le proposte di vari fornitori.

Cosa cambia per clienti e commercianti?

L'accordo trovato tra le società che forniscono i servizi di pagamento e le associazioni di categoria di negozianti e commercianti non ha impatti sui clienti finali. L'accordo punta infatti soltanto a ridurre i costi che gli esercenti sostengono quando vengono effettuate delle transazioni con carta.

Ciò vuol dire che i clienti potranno continuare a pagare nei punti vendita fisici in modalità digitale i propri acquisti scegliendo di volta in volta la modalità preferita, tra carte o wallet di pagamento. Per riuscire a scegliere le soluzioni più convenienti è utile tenere conto della praticità di carte ricaricabili, di credito o di debito e delle condizioni di utilizzo. A questo scopo può essere utile confrontare i migliori conti correnti e valutare le diverse soluzioni disponibili.

Per gli esercenti l'intesa non comporta ulteriori adempimenti da rispettare ma dovrebbe portare semplicemente a una riduzione delle commissioni bancarie. La differenza sarà rilevante soprattutto per chi ha degli scontrini medi bassi e registra molte transazioni con POS al di sotto della soglia di 30 euro.

L'iniziativa vuole rendere gli incassi meno costosi per gli esercenti, che non solo hanno l'obbligo di accettare i pagamenti digitali per qualsiasi importo, ma devono anche aver collegato tra loro POS e terminali di cassa.

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A cura di: Luana Galanti

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