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Tassi BCE: nel 2026 ci potrebbero essere almeno due rialzi

Secondo i risultati di un sondaggio condotto da Bloomberg, gli addetti ai lavori si aspettano due aumenti dei tassi BCE entro fine anno e soltanto nella primavera del 2027 potrebbe essere presa in considerazione l'idea di un taglio, a condizione che la fiammata inflazionistica si sia attenuata.

15/05/2026
previsioni tassi bce
Tassi BCE in rialzo per contrastare l'inflazione

⏰In 30 secondi:

  • La BCE potrebbe alzare i tassi due volte nel 2026 per contrastare il ritorno dell’inflazione legato alle tensioni geopolitiche e ai rincari energetici
  • Secondo Bloomberg, i rialzi attesi sarebbero di 25 punti base a giugno e settembre, con possibili tagli solo dal 2027
  • L’aumento dei tassi potrebbe tradursi in rendimenti più elevati per conti deposito e prodotti di risparmio nei prossimi mesi

Il perdurare delle tensioni in Medio Oriente e gli effetti dello shock energetico hanno causato un peggioramento dei dati macroeconomici, con un aumento del tasso di inflazione in Europa e una crescita economica più modesta del previsto. Per frenare l'inflazione ci si aspetta un intervento della BCE, che probabilmente alzerà i tassi di almeno mezzo punto entro fine anno.

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Rialzo dei tassi BCE a giugno e settembre?

A inizio maggio, dal 4 al 7, Bloomberg ha condotto un sondaggio tra economisti e analisti di mercato, per comprendere le aspettative degli esperti sul comportamento adottato dalla Banca Centrale Europea in risposta all'aumento dell'inflazione nell'area euro.

La maggior parte delle persone intervistate ritiene che la BCE deciderà di adottare una politica monetaria restrittiva, aumentando i tassi di riferimento due volte entro fine anno. Anche le parole di Isabel Schnabel, componente del consiglio direttivo BCE, fanno pensare a un imminente intervento della Banca. Schnabel ha infatti sottolineato come l'inflazione si stia allontanando dal livello fissato come obiettivo e che la BCE è pronta ad adottare qualsiasi soluzione ritenga adeguata per scongiurare un aumento generalizzato e sostenuto dei prezzi.

Subito dopo l'inizio del conflitto in Iran si è ipotizzato un intervento deciso della BCE, per tentare di frenare la crescita dei prezzi. L'istituzione guidata da Lagarde ha però deciso di aspettare e ha mantenuto un approccio basato sui dati. Sia la riunione di marzo del consiglio direttivo della BCE sia quella di aprile si sono concluse con un nulla di fatto e ora l'attesa è tutta per le decisioni che saranno prese nel prossimo incontro in programma per il 10 e l'11 giugno.

Salvo sorprese dell'ultim'ora, da giugno i tassi BCE dovrebbero aumentare di 25 punti base. Dopo due anni appare quindi destinata a interrompersi la fase di stabilità dei tassi iniziata a giugno 2024. Un ulteriore rialzo di 25 punti base è atteso nella riunione di settembre, ma tutto dipenderà dall'evoluzione del conflitto e dall'effettiva riapertura dei traffici nello stretto di Hormuz.

Bloomberg ipotizza poi un taglio dei tassi nel marzo 2027, quando il tasso di inflazione dovrebbe essere tornato vicino al target del 2% a medio termine.

In peggioramento le previsioni su inflazione e crescita

Le ultime previsioni sull'andamento del tasso di inflazione e del PIL sono peggiori rispetto a quelle del mese scorso. Anche se gli scenari più estremi sono scongiurati, il contesto non è semplice, soprattutto a causa della grande incertezza che caratterizza il quadro geopolitico.

Nel 2026 l'inflazione in Europa dovrebbe attestarsi al 2,9% (in salita rispetto alla precedente previsione del 2,8%). Il prossimo anno l'indice dei prezzi al consumo dovrebbe ridursi al 2,1% per poi tornare al target del 2% nel 2028.

Anche le previsioni relative alla crescita economica sono in peggioramento: rispetto alla rilevazione precedente, per il 2026 il tasso di crescita è sceso allo 0,8% (dallo 0,9%). L'aumento del PIL dovrebbe essere più sostenuto nei prossimi due anni, raggiungendo rispettivamente quota 1,3% nel 2027 e 1,5% nel 2028.

Cosa succederà ai tassi sui prodotti di risparmio?

I tassi BCE influenzano più o meno direttamente l'andamento dei tassi di mercato offerti ai risparmiatori dagli istituti di credito. L'imminente aumento dei tassi di riferimento deciso dalla BCE potrebbe quindi tradursi in interessanti opportunità per chi desidera investire in un prodotto di risparmio.

Al momento il tasso BCE sui depositi è al 2% e, nel caso in cui si realizzassero i previsti aumenti di 50 punti base, dovrebbe arrivare al 2,5% entro fine anno. Con il rialzo dei tassi ci si può aspettare un aumento dei rendimenti medi, con offerte interessanti tanto per i depositi a breve termine quanto per quelli a lungo termine.

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Facendo un confronto tra i conti proposti da più banche si possono individuare rapidamente le opzioni più convenienti, considerando non solo il rendimento, ma anche la tipologia e la durata del deposito.

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A cura di: Joseph Altamore

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