logo confrontaconti.it

Conto cointestato: quanto costa davvero e quando conviene

Molte famiglie scelgono un conto corrente cointestato per gestire le spese. Questa tendenza è, però, in calo anche per via di costi spesso elevati e del fatto che molte banche non propongono un prodotto di questo tipo. Ecco cosa offre oggi il mercato. 

18/05/2026
giovane coppia fa acquisti online con carta di credito
Conviene il conto cointestato?

⏰In 30 secondi:

  • Conti cointestati in calo: crescono le soluzioni separate
  • Conti online: costano meno delle banche tradizionali
  • Costi da confrontare: canone, bollo e commissioni

Gestire le spese familiari tramite un conto cointestato può offrire una serie di vantaggi. Ci sono, però, una serie di elementi da considerare. Secondo una recente indagine di Census Bureau, infatti, la percentuale di coppie senza conti cointestati è in netta crescita, con un conseguente calo del ricorso alle soluzioni cointestate.

Sempre più persone preferiscono optare per soluzioni indipendenti, con una gestione diversa del bilancio di famiglia. Un aspetto centrale in questa tendenza potrebbe averlo giocato la diffusione dei conti a zero spese che, eliminando costi di mantenimento e commissioni legate all’utilizzo, permettono l’accesso a un prodotto completo senza costi.

Come scegliere un conto a zero spese

Per individuare il conto giusto e optare per un prodotto a zero spese e in linea con le proprie necessità è possibile consultare il comparatore di ConfrontaConti.it. Mettendo a confronto i conti proposti dalle banche partner sarà facile individuare il prodotto giusto, considerando costi, commissioni e funzionalità incluse. Per avviare subito la comparazione basta premere sul box qui di sotto. In alternativa, è possibile consultare l'approfondimento dedicato ai migliori conti di maggio 2026.

google news confrontaconti.it

Una soluzione sempre meno diffusa

Il conto cointestato è un’opzione sempre meno richiesta dai risparmiatori. Secondo i dati dell’indagine di Census Bureau, infatti, la percentuale di coppie senza conti cointestati è passata dal 15% (dato relativo al 1996) al 23%. Si tratta di un dato che mette in evidenza, chiaramente, un trend ben preciso che sta caratterizzando il mercato, con sempre più persone che tendono a preferire un conto indipendente.

Una questione di costi?

Un’indagine dell’Osservatorio Conti di Segugio.it riportata da IlSole24Ore ha analizzato l’attuale stato del mercato per quanto riguarda i conti cointestati. Dai dati raccolti è emerso che solo il 46% degli istituti bancari analizzati propone un conto corrente cointestato tramite una procedura di apertura online. In molti casi, inoltre, quest’opzione non viene esplicitata e, quindi, non risulta chiaramente disponibile per i risparmiatori.

Un altro aspetto centrale nell’analisi delle proposte per un conto cointestato è rappresentato dalla differenza nei costi tra un conto corrente di una banca online e un conto corrente offerto da una banca tradizionale, presente sul territorio con sportelli e filiali accessibili alla clientela.

Tale differenza è evidente nell’analisi del costo di mantenimento: il canone di un conto online, infatti, è pari, in media, a 20,55 euro. Il conto con una banca tradizionale, invece, prevede un canone di 48 euro. Per questa seconda categoria di banche, i costi possono raggiungere livelli molto elevati.

Diversi istituti, infatti, propongono conti con un canone ben superiore alla media, come Mediobanca Premier, che arriva a 120 euro all’anno (con possibilità di riduzione rispettando alcune condizioni come l’accredito di stipendio, la sottoscrizione di polizze, l’attivazione di PAC etc.), Deutsche Bank, che richiede un canone di 84 euro, oppure Intesa Sanpaolo, con Xme Conto Silver che parte da 71 euro all’anno (con possibilità di riduzione rispettando alcune condizioni).

Oltre al canone c’è da considerare anche l’imposta di bollo di 34,20 euro all’anno, che viene addebitata nel caso in cui la giacenza annua superi quota 5.000 euro (un’eventualità più che probabile, soprattutto per un conto cointestato). Per un quadro più dettagliato sulle spese, inoltre, bisogna sempre considerare le commissioni legate all’utilizzo, dai prelievi all’ATM ai bonifici oltre al costo della carta di debito (quasi sempre proposta senza costi aggiuntivi).

Attenzione anche alla carta di credito. Con un conto cointestato, è sufficiente che solo uno dei due intestatari abbia i requisiti giusti per ottenere questa carta. Il costo è compreso tra 19,95 euro e 60 euro all’anno, per quanto riguarda una carta “classic”, termine con cui si identificano le proposte entry level delle banche. Si tratta, quindi, di uno strumento che può far lievitare i costi di gestione del conto.

Le offerte per aprire un conto corrente

Logo Revolut
Revolut Revolut Standard
Canone annuo Gratuito
Scopri offerta
Logo Isybank
Isybank isyPrime under35
Canone annuo Gratuito
Scopri offerta
Logo Trade Republic
Trade Republic Conto Trade Republic
Canone annuo Gratuito
Scopri offerta
Simulazione con saldo medio attivo sul conto di € 5.000,00 con accredito di stipendio o pensione, canale di utilizzo online, frequenza di utilizzo media. Rilevazione del 19/05/2026 ore 09:00.

Un’opzione da tenere in considerazione

Il conto cointestato è, quindi, un’opzione da tenere in considerazione, anche se meno della metà degli istituti bancari la propone. I costi possono essere significativi, sia per quanto riguarda il canone di mantenimento che i costi legati all’utilizzo e all’accesso alle carte di pagamento. Per questo motivo, al momento della scelta del conto, è utile valutare con attenzione le proposte del mercato, in modo da individuare le offerte più vantaggiose. Per farlo è possibile avviare il confronto online tramite il comparatore di ConfrontaConti.it, accessibile qui di sotto.

A cura di: Joseph Altamore

Come valuti questa pagina?

Valutazione media: 0 su 5 (basata su 0 voti)

Articoli correlati